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interviste MOTHER

 

Ogni canzone di The Stars Within è un frammento di un percorso più ampio: un tentativo di orientarsi in un presente saturo, dove tutto sembra chiedere attenzione ma poco invita davvero ad ascoltare. Il disco si muove tra tensione e introspezione, tra urgenza espressiva e bisogno di rallentare, mettendo a fuoco un conflitto comune ma spesso taciuto: quello tra ciò che inseguiamo fuori e ciò che fatichiamo a riconoscere dentro di noi.

In questo track-by-track, i Mother aprono le porte del loro processo creativo, raccontando da vicino l’origine, le immagini e le emozioni dietro ogni brano. Un modo per entrare nel cuore del disco, traccia dopo traccia, e coglierne tutte le sfumature, senza filtri.

Magic Lungs

Uno dei primi pezzi composti per l’album, il sound è per noi familiare e si accosta al materiale uscito in precedenza anche nella struttura. Forse anche per questa familiarità l’abbiamo scelto come primo singolo In Magic Lungs sentivo l’urgenza di riflettere sul concetto di artista in quanto intrattenitore e di come questo si possa relazionare ad una scena dal forte senso etico come quella hardcore.

Blaue Reiter

Anche se è stato il primo brano ad essere scritto per quest’album, si sente che qui cominciamo a muoverci in una direzione sonora diversa. Blaue Reiter è una parabola immaginifica sulla depressione e sulla miccia di speranza che vuoi accudire per poter tornare a brillare. Nel disco ho deciso di alternare testi estremamente astratti ad altri estremamente concreti, in questo caso l’intenzione era quella di lasciare l’ascoltare a una libera interpretazione.

To You, Red Giant

Questo pezzo è ispirato nettamente dal sound della revolution summer e di quel periodo del post-hardcore che amiamo moltissimo.To You, Red Giant è un brano che afferma che i cambiamenti (intesi come miglioramenti) possono avvenire anche in tarda età. Entrati nella vita adulta tendiamo a vederci come monolitici e troviamo impensabile cambiare, non è sempre così.

Star Rover

Pezzo spiccatamente melodico, dal ritornello quasi power pop e il finale brit pop/beatlesiano. Canzone frutto di una progressione di accordi e un riff (quelli del rit.) scritti da Giacomo e Davide in autonomia ma che per qualche congiunzione astrale stavano perfettamente assieme. Star Rover è un brano sul lavoro e sul senso di alienazione che genera.

Your Halo

Pezzo la cui scintilla si è generata in sala prove durante una jam tra Davide e Saverio in sala prove. Circostanze per noi insolite prima ma che in questo disco si sono ripresentate più volte, con soddisfazione per tutti. Anche Your Halo è un brano sul lavoro, ma dal punto di vista di una persona che ha dedicato tutto ad esso, sacrificando la vita vera.

Tender Eyes

Anche questo brano che nasce durante una jam session, questa volta tra Davide e Giacomo alla batteria, ultimo pezzo scritto per il disco ed uscito veramente di getto nelle sue fasi iniziali. Forse per questo è tra i più energici e immediati. Tender Eyes descrive quel momento in cui, attraverso gli occhi di qualcun’altro, riesci a scorgere ciò che di bello c’è in te.

Love Rain

Pezzo tra i più melodici e di ispirazione alt. rock metà anni 2000. scritto per reagire alla frustrazione di una canzone alla quale stavamo lavorando ma poi rivelatasi infruttuosa (per ora). Anche qui, il primo minuto e mezzo sono nati in forma di jam tra Giacomo e Davide una sera in sala prove. Love Rain è un brano sconsolato su un sentimento vero e inarrestabile, quel sentimento che richiede a chi lo prova di spogliarsi totalmente e rendersi vulnerabile. Per saper amare bisogna sentirsi pronti.

Canopy of Dreams

Pezzo acustico dell’album, scritto in una domenica pomeriggio molto speciale. A posteriori ci sentiamo molte influenze di Beck, primi Coldplay e Smashing Pumpkins. Canopy of Dreams può essere visto come un dialogo tra un vecchio e un nuovo sé o tra due persone molto simili e allo stesso tempo agli antipodi: un confronto sognante di una persona che crescendo si è concentrata sulla concretezza e guarda con affetto alla vecchia versione di sé, ancora sognante e tra le nuvole.

Marvel of Peru

Un po’ la mosca bianca dell’album: brano molto melodico e dalle forti influenze rock (non a caso il working title per la canzone era Rock ‘n’ Roll). Brano che in studio è stato cambiato molto rispetto alla sua versione iniziale, assolutamente per il meglio, ne andiamo fieri. Il testo per questo brano è stato scritto da Giacomo. Parla di insonnia e di incertezze che attanagliano, ma anche di ascoltare la voce interiore che, invece di catastrofizzare, consiglia di darsi tempo, concentrarsi sulla gioia del creare e su ciò che fa stare veramente bene.

Nailed Stars

Brano composto in un’accordatura aperta da noi mai provata, la cosiddetta DADGAD. Si presta molto a scrittura melodica ma permette di creare accordi insoliti e arpeggi altrimenti impossibili. Nailed Stars è una canzone sull’importanza di lasciare andare il vecchio per abbracciare il nuovo. I ricordi più preziosi si assimilano, i legami e le amicizie passate faranno sempre parte di noi, ma se queste monopolizzano lo spazio dentro al nostro cuore non c’è possibilità di aprirsi a nuove esperienze.

Chamomile

Brano che da subito ci ha colpito in modo speciale. Forse il momento nel quale abbiamo realizzato che, in questo primo album, stavamo prendendo nuove strade sonore, e la sensazione continua a piacerci molto. Volevamo molto avesse un feature, ma terremo l’idea buona per il futuro.

Chamomile è un sussurro segreto fatto in una stanza buia. È un ricordo chiuso in un cassetto, è proprio quel ricordo prezioso di amicizie che hanno segnato passato, presente e futuro e che custodiamo gelosamente per sempre.

Desiderio (to your moons)

Il pezzo forse di più difficile scrittura dell’intero album, sia la struttura che le singole parti strumentali che il testo sono stati più volte rimaneggiati, modificati o anche riscritti interamente.

Desiderio (To Your Moon) è a livello di significato il brano più importante del disco insieme a Perfect Blue. Se in Perfect Blue racconto del raggiungimento di una consapevolezza, quella del valore unico e intrinseco ad ognuno di noi, in Desiderio c’è la necessità di trasferire quel valore, quel “qualcosa di buono” a qualcun altro. Desiderio è una canzone sulla forza dei bambini. Dentro di me è fiorito quel senso di responsabilità collettiva che nasce solo vedendo il sorriso di un bambino e credo che chiunque dovrebbe pensare a quel sorriso quando fa qualsiasi cosa che potrebbe avere delle conseguenze sugli altri.

Perfect Blue

Altro tra i brani più “antichi”, tra i primi ad essere scritti. E’ stato forse il brano che ha aperto all’idea di un album, perchè da subito lo individuammo come potenziale traccia finale per un qualche nuovo progetto.

Perfect Blue emotivamente parlando è stata la canzone più difficile da scrivere di tutto il disco. Nell’aria aleggiava la necessità di scrivere un brano per ricordare una persona a noi cara che non c’è più. Mentre cercavo disperatamente un modo per dare voce al nostro dolore, ho conosciuto una persona che stava affrontando un lutto altrettanto difficile e nella sofferenza, in quel blu perfetto, Ci siamo forse sentiti capiti.
La canzone si chiude con la cruda realtà: non c’è modo di fingere che quella sofferenza non ti rimanga avvinghiata al cuore e baratterei tutto, compresa la consapevolezza con cui chiudo il brano pur di riavere qui la persona di cui parlo. Questo però è quello che succede, quando qualcuno muore rimetti in prospettiva tutto.

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