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press-reviews NORTHWAY "Impulse / Surrender !"

 

bandiera_italia    SHOEGAZE BLOG 

Il post rock non è una faccenda semplice. Perché è un equilibrio sottile di silenzi e di fragori: un passo falso e tutto crolla nella retorica, un eccesso di controllo e l’incantesimo svanisce. Il punto dunque non è costruire, ma lasciar accadere. E i milanesi Northway lasciano accadere una musica che è cervello e batticuore, tutto insieme, senza soluzioni di continuità. Domani 10 gennaio 2026 uscirà un doppio singolo, Impulse, Surrender!, registrato all’RBS Studio di Cormano (Milano): se la prima traccia attizza il rogo delle distorsioni, la seconda allarga le maglie fino a raggiungere evoluzioni armoniche che ricordano quelle degli Explosions In The Sky. Sono brani che suggeriscono anziché svelare, un po’ come la bella copertina realizzata da Renée Kohl. Ed è come essere a casa

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bandiera_italia   MUSIC MAP 

Dopo diversi anni di silenzio, i milanesi Northway sono tornati all'alba del 2026 con “Impulse, Surrender!”. Si tratta di un EP breve, che include due brani per una durata complessiva di poco inferiore al quarto d'ora, registrato con una formazione rinnovata e in un momento di sospensione e incertezza sul piano artistico, come evocato anche dal titolo. Musicalmente, seppur in un intervallo di tempo così ristretto, “Impulse, Surrender!” riesce a condensare idee e sensazioni nuove, grazie a un incedere ragionato, ma imprevedibile: se “Impulse” danza sul crinale del post rock, tra riff eleganti, atmosfere dilatate e architetture elettroniche, aprendo anche a lievi contaminazioni psichedeliche, “Surrender” guarda anche oltre, con un approccio più lento e meditativo che consente di accogliere sfumature di matrice più shoegaze, specialmente nelle sue declinazioni più dreamy, ma anche qualche rarefazione in orbita ambient. Il lavoro di sintesi fra questi universi sonori, avviato sin dall'inizio della storia artistica dei Northway, sembra trovare in “Impulse, Surrender!” la sua forma più compiuta, probabilmente anche grazie all'ingresso di due nuovi membri e alla definizione di un equilibrio che oggi sembra più solido. In attesa di conferme e di lavori dal minutaggio più impegnato, i Northway regalano buone sensazioni con “Impulse, Surrender!” e alimentano aspettative piuttosto importanti per il futuro.

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bandiera_italia   QUI SALENTO 

Il tempo già di per sé non è una misura, poiché non esiste. Ma siccome il mondo va avanti facendo finta che ci sia, serve il post rock affinché smetta di essere quella dimensione concordata da tutti per diventare solo spazio da attraversare. Le chitarre non cercano più l'urgenza del riff, ma costruiscono paesaggi sognanti, scie luminose che si allungano tra riverberi, delay e crescendo emotivi. L'Ep "Impulse, Surrender!", della formazione post rock Northway, fa propria questa lezione e nei due brani sospende ogni nota, lasciandola in procinto di evaporare da un momento all'altro. È proprio in questa evanescenza che si trova la forza del lavoro. "Impulse" e "Surrender", i due pezzi che compongono l'uscita discografica, diventano due poli opposti e complementari. Il primo è la scintilla iniziale, l'istinto che muove il suono, la tensione che cresce sottopelle; il secondo è l'abbandono totale alle onde sonore, senza resistenza. Tra questi estremi il post rock costruisce la propria grammatica emotiva, in quell'istante sospeso tra il lasciare e l'afferrare, l'arrendersi e il lottare, il battere e il levare. Le chitarre si fanno voce interiore, il silenzio diventa parte della composizione e ogni climax racconta qualcosa di profondamente umano, fragile e infinito allo stesso tempo.

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bandiera_italia     HUMANS VS. ROBOTS 

Dopo una lunga pausa i Northway pubblicano per la label I dischi del Minollo Impulse, Surrender!, un EP espressione diretta di una visione cinematica della musica che guarda al post-rock come mezzo espressivo più naturale. Il nuovo lavoro ha una spinta che porta con sé il senso di una rinascita, anche grazie a una nuova line-up. Le due tracce sono in qualche modo legate reciprocamente da un medesimo filo conduttore, da un’energia che sembra irrompere sulla scena da un momento all’altro, come a volere a tutti i costi riempire un vuoto immaginario. La seconda, Surrender, è una lunga scia sonica di quasi sette minuti, costituita da segmenti di diversa portata emotiva che si intersecano fra loro fino a creare un climax che lentamente si costruisce più sulla sottrazione che per saturazione: forse la sintesi di quello che i Northway sono diventati oggi, nonché uno scorcio di un futuro prossimo. Siamo su un territorio vicino ai languori Mogwai così come agli Explosions in the Sky per la modalità di un andamento marziale su cui poggiano le note, oltreché per la ricerca di una soffusa magniloquenza. Si percepisce come la band milanese abbia assimilato l’interplay di Munaf Rayani e Mark Smith per la definizione delle sospensioni e delle ripartenze, ma soprattutto per la narrazione di una dimensione di fragile intimismo che sembra essere il posto più sicuro in cui rifugiarsi in tempi così oscuri.

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bandiera_italia     HEART OF GLASS 

Colpo di coda imprevisto per i bergamaschi Northway che dopo ben sei anni da The Hovering (2020) tornano con un breve e intenso EP, dal titolo Impulse / Surrender!, uscito a gennaio 2026, sempre per I Dischi del Minollo. Un ritorno che coincide anche con una rimescolata nella lineup: a Matteo Locatelli (basso e synth) e Luca Laboccetta (chitarra e tastiere) si sono aggiunti Simone Pellegrino all’altra chitarra e Giuseppe Brambilla alle percussioni, portando quella ventata di freschezza e di entusiasmo necessari superare i momenti più difficili. Non a caso, “Azione” e “Resa” sono i temi centrali di questo lavoro, come a rappresentare l’istantanea delle diverse pulsioni provate dai singoli membri della band nel mettere insieme i cocci: da una parte la voglia di rimettersi in discussione, dall’altra lo sconforto di non farcela e  il fardello del fallimento sulle spalle. Tuttavia, nessun cambio è mai indolore. Sebbene, non siano state alterate le coordinate post-rock,  i Northway si alleggeriscono di alcune sovrastrutture prog e psych che avevano colorato i due precedenti lavori, trovando nell’istintività e nell’empatia le giuste compensazioni. Meno rotondi nella forma, più emozionanti nella sostanza. Infatti, sonorità e arrangiamenti sembrano attingere dal rock indipendente degli anni Novanta, pur senza dover rinunciare, attraverso atmosfere più diluite, a quella teatralità e a quel dolciastro languore che li avevano contraddistinti in passato. Impulse / Surrender! è composto unicamente da due lunghe tracce strumentali (entrambe oltre i sei minuti), che in qualche modo si toccano per un istante, prima di respingersi, in una sorta di nervoso moto perpetuo. Surrender, invece, si presenta con un malinconico intro di tastiere, collegandosi al candore decadente dell’epilogo di Impulse. Ma più che parlare di sconfitta o rinuncia, i Northway sembrano dare più importanza alla consapevolezza, che si apre caparbiamente un varco nel muro sonoro eretto dalla band. Tra pause e momenti concitati, la nuova lineup dei Northway dimostra tutta la propria abilità nel mantenere l’equilibrio tra le diverse forze sonore del brano, anche grazie ad un’autoproduzione molto curata, ma capace anche di non appesantire la forza espressiva e il naturale sviluppo dei brani. Impulse / Surrender! non è solo un gradito ritorno dopo uno iato che rischiava di essere definitivo, ma rappresenta anche la determinazione di un progetto musicale che non ha voluto arrendersi. Nel microcosmo indipendente sei anni di assenza dalle scene possono rappresentare la pietra tombale per una band, sta ai Northway e alla loro forza d’animo dimostrare che questo EP non sia solo un “riproviamoci” ma possa diventare un nuovo inizio. Le premesse ci sono tutte.

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bandiera_italia     THE WALK OF FAME 

Dopo anni di silenzio creativo, i Northway tornano con un Ep breve ma dichiarato: “Impulse, Surrender!”. Due tracce, “Impulse” e “Surrender”, e una formazione rinnovata che cambia l’assetto del progetto. Accanto a Labo e Teo entrano Simo e Brambo: il suono si fa più teso, più urgente, meno accomodante. Il titolo riassume bene l’idea che attraversa queste nuove scritture: l’istante in cui si è tentati di mollare tutto, ma qualcosa scatta e rimette in moto. Resa e impulso nello stesso respiro. L’Ep nasce in quella frattura e funziona come anticipo di ciò che la band promette di sviluppare nei prossimi mesi. “Impulse” si apre con chitarre magnetiche e riff in movimento, che cambiano direzione senza mai fissarsi davvero. La batteria resta spesso più suggerita che protagonista, mentre l’elettronica lavora di fino con texture, dettagli e piccoli slittamenti. Dentro l’impianto post-rock emergono anche accenti più ruvidi, tra grunge e alternative metal, ma la scrittura punta soprattutto all’immersione: strati che si addensano, muri sonori che si allargano e poi si richiudono, fino a un finale più intimo. “Surrender” parte invece su coordinate più sintetiche: piano e synth disegnano pattern viaggianti, poi entra una cassa essenziale, quasi rituale, che tiene la traiettoria senza appesantirla. Il brano cresce per sovrapposizioni, incastri e armonie: linee che si raddoppiano, chitarre e sintetizzatori che si rincorrono, un beat che a tratti sembra una marcia lontana, sempre lasciata in sottofondo per non togliere spazio alla costruzione sonora. “Impulse, Surrender!” è stato registrato e mixato da Francesco Lucà all’Rbs Studio di Cormano. Artwork di Renée Kohl. Mastering curato da Giovanni Versari (“La Maestà”). L’uscita è per I Dischi del Minollo.

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bandiera_italia     RADIOAKTIV 

I Northway sono una band nata nel 2017, composta da Matteo Locatelli, Luca Laboccetta, Simone Pellegrino e Giuseppe Brambilla. Il loro sound unisce post-rock, shoegaze e ambient, creando un’atmosfera coinvolgente e immersiva. Ispirati da band come Mogwai, Godspeed You! Black Emperor e This Will Destroy You, portano avanti un’identità sonora ricca di emozioni e textures sonore profonde. La loro musica è un viaggio tra sonorità evocative e paesaggi sonori avvolgenti.

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bandiera_italia      STAND OUT

I Northway sono una band bergamasca nata nel 2014. La band ha pubblicato due album, Small Things true Love (2017) e The Hovering (2020), e dopo qualche anno ritorna con un interessante Ep di due tracce, che prende il nome dai brani contenuti in esso: Impulse, Surrender. La band, nel frattempo, continua ad esibirsi sui palchi della Lombardia e non solo. La miscela proposta dalla band, dall’ascolto di questo nuovo Ep, ha le sue radici nel post rock. Diciamo che propone atmosfere gelide degli Slint, ma allo stesso tempo non disprezza la ricchezza di arrangiamenti dei Tortoise. Il primo brano, Impulse, gioca sul timbro e sui colori degli strumenti. Caratterizzato alla base da una batteria portante ed equilibrata, presenta basso e batteria che dipingono interessanti affreschi e scenari sonori, caratterizzati da arpeggi, riff di vario tipo. In alcune sezioni il ritmo incalza in modo agguerrito ed evidente, sfiorando la psichedelia dei Soundgarden. Il brano è tutto caratterizzato da un’attenta alternanza di colori e contenuti sonori che contribuiscono a dare vigore alla traccia, che è curata nei minimi dettagli. Il secondo brano, Surrender, più lento del primo, è una rappresentazione musicale dell’attesa e della rassegnazione. Caratterizzato da un’atmosfera autunnale, con i suoi arpeggi ci conduce verso sentieri cupi, per poi cambiare, con l’ingresso del rullante marziale (2:30), verso strade diverse, più rassegnate. Il basso pulsante e lievemente distorto colpisce per il suo colore e con i suoi 7 minuti questo brano assume delle proporzioni quasi monumentali, potrebbe tranquillamente essere un manifesto della band, una dimostrazione del genere di questo gruppo. Gli ultimi minuti, con le sue distorsioni granitiche si ricollegano al grunge, alla psichedelia, all’alternative rock. Opera interessante e complessa, l’Ep ci propone una band capace di porsi sulla scia di un genere, il post rock appunto, che ha visto le sue migliori prove negli anni ‘90. Questi ragazzi si rivelano capaci di creare un sound interessante, di competere con i protagonisti del genere e di ridare vigore ad un materiale e ad un modo di fare musica che meritava davvero di essere riportato alla luce.

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bandiera_italia    EVRA PRESS

Dopo un lungo periodo lontano dai riflettori, i Northway riemergono con un EP che non chiede permesso e non cerca approvazione. “Impulse, Surrender!” prende forma da uno scatto improvviso, da una tensione che diventa suono prima ancora che pensiero. Non è un ritorno accomodante: è una spinta in avanti, necessaria e istintiva. L’arrivo di Simo e Brambo accanto a Labo e Teo ridefinisce l’assetto della band e ne cambia la traiettoria. Il risultato è un sound dinamico, creativo, diretto e rude, che vive di contrasti continui. I brani si muovono senza traiettorie prevedibili: si comprimono, esplodono, rallentano per poi colpire di nuovo. Non c’è nulla di levigato o rassicurante, ma una scelta chiara di lasciare che l’urgenza guidi ogni passaggio. La scrittura è essenziale, ma mai povera: ogni suono sembra messo lì per creare attrito. “Impulse, Surrender!” esiste nel punto esatto in cui si smette di trattenere e si decide di reagire. Non cerca risposte facili né slogan, ma restituisce sensazioni crude, irregolari, vive. È un EP che non si limita a segnare un ritorno, ma apre una fase nuova, più consapevole e più spigolosa, lasciando intendere che questo è solo l’inizio. La resa sonora del lavoro è affidata a Francesco Lucà, che ha curato registrazione e mix presso il suo RBS Studio di Cormano, valorizzando l’impatto e le variazioni interne dei brani senza smussarne gli angoli. L’artwork, firmato da Renée Kohl accompagna visivamente il senso di tensione e frammentazione dell’EP, mentre il mastering è stato realizzato presso La Maestà da Giovanni Versari, dando coesione e profondità al risultato finale. “Impulse, Surrender!” non chiude un capitolo: lo strappa e ne apre uno nuovo, con la forza di chi ha scelto di non fermarsi. In conclusione, un magnifico lavoro.

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bandiera_italia     L'ECO DI BERGAMO

I Northway tornano dopo sei anni dalla loro ultima pubblicazione con «Impulse, Surrender!», un EP composto da due tracce in cui il post rock originario della band assume nuova forma grazie a sonorità grunge che rendono ogni riflessione sui concetti di impulso e resa decisamente più tangibili. Un breve viaggio di poco meno di quindici minuti che promette per questa band orizzonti ben più distanti.

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bandiera_italia      SYSTEM FAILURE 

Impulse, Surrender!, nuovo ep di Northway, è formato da due tracce: Impulse e Surrender. Impulse subito si caratterizza per dei riff magnetici che si evolvono, si trasformano, cambiano di continuo. Il beat è appena accennato e l’elettronica riveste un ruolo fondamentale. Non mancano alcuni refrain di stampo grunge o alternative metal. Non mancano alcuni effetti sonori che mirano a condurci nello spazio profondo. Il tutto si presenta come tanto mentale, riflessivo, interiore. La song risulta anche tanto orchestrale. Diversi tappeti sonori rendono la song ampia, granitica ed impenetrabile come un vortice sonoro immenso, magnifico, con saette, brillamenti e liquami che si fanno strada tra le pieghe della nostra anima. Il finale è intimo ed emozionante oltre che romantico. Passiamo a Surrender. Il piano synthesizer è accompagnato da pattern viaggianti poi arriva questo kick da rituale sciamanico. Il tutto si dipana come aurora filamentosa che dirada come nebbia sfumata. Dopo i due minuti il beat ci sembra da marcia guerresca, giusto in sottofondo per dare quel minimo di ritmica. I pattern ammalianti sono spesso messi in coppia per creare armonie stupende. Chitarre, piano, vari synths e muri sonori che, come detto prima, si evolvono, si trasformano, cambiano di continuo. E’ un post-rock fiammante e cangiante quello di Northway, un post-rock di grande spessore artistico che si avvale pure di un livello tecnico formidabile: il mix è attento e ragionato, il sound design è di grande fattura, il punto di forza di questa band insieme ad una ricerca sonora stupefacente. Il master è perfetto: senza alcuna sbavatura e travolgente come un torrente di montagna. E’ sempre un piacere ospitare i Northway sul nostro sito: questa band crea liquami mentali o effusioni sonore da visibilio. Il loro show è inappuntabile, il loro sound ricercato ed elegante.

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      DAVE CROMWELL WRITES 

It’s always a pleasure to discover new music from an email sent directly by a band or their label. Such is the case with the Italian recording imprint I Dischi del Minollo, and the news of progressive instrumental artists Northway latest EPImpulse, Surrender!”  Working in a genre they self-confess is influenced by artists like Mogwai and Godspeed You! Black Emperor, this Italian 4-piece have crafted an impeccable recording of delightfully nuanced material. With both compositions coming in at seven to seven-and-a-half minutes in length, there’s much to explore and experience. First entry “Impulse” sets the tone with a steady bass drum “heartbeat” while open string guitar chords ring out like a clarion bell. Behind that comes chugging rhythm and bass guitar that halts for a split second, before launching into the progression in full. A fluid lead guitar melody line steps out in dominant form, while the rest of the band surge forward with precise rhythmic counterpart. A shimmering guitar undercurrent gives a subtle gazey feel, and exemplifies how a dual guitar powered band can be working on separate levels simultaneously. Two minutes in and a switch is thrown, as hard-edged distorted power chords suddenly command the arena. While that burst of rhythmic power unfolds, a distinct lead guitar melody rides over top. The mood shifts once more, and a dreamy Pink Floyd-like slow-groove dreamscape unfolds. Descending keyboard lines and guitar melodies criss-cross each other with a gentle touch. One more movement takes hold, and it’s atonal guitar textures have a Sonic Youth quality to them. That morphs into further distortions where the now current guitar tone is slightly off-kilter and warbly. The final passage is clear, clean and spacious, allowing for emphasis on bass guitar, drums and singular lead guitar notes. The second track on this EPSurrender” begins with stark piano notes over top of long-held synth pads. The melody is vibrant and tugs on the heart with it’s emotional feeling. Guitars soon enter in, creating a melodic counterpoint to the sentimental piano notes. At two minutes a sonic shift occurs and all goes quiet except for a military-style snare drum pattern. A single tone guitar figure starts on top of that, followed by another guitar weaving filigree textures around it. That continues to build into a fuller movement where uplifting shimmer is held together by the firmness of bass guitar. With everything progressing forward, elements of dreamy distortion emerges underneath, along with pitch-bend guitar figures. A final movement of percussion-accented power chords, dominant guitar figures and keyboard twinkles lead to it’s conclusion.

L’introduzione acquatica, aliena di Derailed Dreams ci prepara ad un’immersione in un mondo niente affatto sconosciuto ma dal quale mancavamo da un bel pezzo.

Poco tempo fa, parlando de Gli Altri, band post-hardcore e quindi lontanissima dai King Suffy Generator, mi meravigliavo positivamente di come una band nostrana fosse stata in grado di portare una forte componente post-rock all’interno della loro musica in questi nostri giorni così lontani dal bel post-rock perchè – intendiamoci – di gruppi che reiterano le dinamiche delle scuole di Louisville e Chicago ve ne son fin troppe, lì arrabbiate e pronte a triturarceli con le loro geometriche intemperanze ‘emo’ e violenza math fine a sè stessa.

Quindi il post-rock non riesce ad invecchiare (e sedimentare nelle coscienze musicali) perchè ancora non vuole essere mollato dagli orfani dell’hardcore (quello vero che non hanno mai conosciuto) e allora si accaniscono sul suo corpo morto squassandone la carcassa come avvoltoi e rimestando e beccando lo svuotano di senso e significato.

E poi arrivano delle persone per bene a ricordarci che esisteva un altro modello di post-rock oltre ai soliti due comunemente proposti, quello ben più difficile, fantasioso e ricco di sfumature dei Tortoise. Ecco dove guardano i King Suffy Generator ed ecco perchè nelle loro composizioni si affacciano elementi progressive, space e persino latin rock.

La stessa Derailed Dreams nel suo algido rigore ritmico si infiamma di aperture che ricordano il primo Santana, quello vero, non il pupazzo con cui l’hanno sostituito poi.
Ritornano le sospensioni dei Tortoise in Short Term Vision esono proprio quelli di TNT, quelli più vicini ai deliqui dei cugini analog-pop The Sea and Cake.

E non bisogna meravigliarsi a parlare di prog ed affini perchè gli stessi Tortoise erano affascinati dal motorik krauto e da certe sperimentazioni settantine. Ecco perchè il minuto e poco più di Rough Souls sembra una traccia perduta dei Popol Vuh o degli Amon Düül.

Relieve The Burden dimostra come la band sappia anche incalzarci ma persino nella foga neo-prog riesce a non perdere mai il controllo ricordandoci – come anche la successiva We Used To Talk About Emancipation un’altra delle più grandi band post-rock – meno imitate – di sempre, gli Shipping News.

Un disco così ed una band di connazionali così, di questi tempi bisogna tenerla d’occhio. Non mi stupirebbe ritrovarli nelle charts indipendenti tra i migliori dischi italiani dell’anno.

http://www.kingsuffygenerator.com
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