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interviste IL VUOTO ELETTRICO ("Radice")

“I miei avanzi” è il vostro nuovo singolo, di che cosa si tratta?

È una delle prime canzoni che abbiamo composto per il nuovo album “Radice”, che uscirà il 15 ottobre. Da subito ci è sembrata perfetta per fornire la giusta chiave di lettura dell’intero disco, che parla di tre cose: Assenza, Perdita e Mancanza. Parla di una cena nella quale una famiglia viene travolta da una litigata furiosa, alla fine della quale non rimangono altro che macerie. Sono “gli avanzi nel piatto” e rappresentano – ovviamente in maniera figurativa e traslata – questo senso di autodistruzione che molto spesso accompagna i gruppi sociali (tra i quali la famiglia) che sembrerebbero, ma solo in superficie, immuni a ogni tipo di cattivo sentimento.

Cosa volete trasmettere con questo brano?

Che esistono scenari nascosti sotto ogni aspetto della nostra vita. Immaginari apparentemente tranquilli e sereni possono nascondere situazioni di grande sofferenza, in grado talvolta di incidere sullo sviluppo della personalità degli esseri umani, soprattutto se si tratta di bambini.

Che tipo di accoglienza vi aspettate?

Non ne abbiamo idea. Questo è il nostro terzo disco e abbiamo sempre lavorato duramente per proporre una versione cerebrale della nostra musica, per cercare di affrontare i lati più nascosti dei rapporti umani, quello che accade tra le persone. Si tratta di una canzone con chitarre taglienti e una ritmica serrata, le parole a volte sono urlate. In Italia c’è un pubblico che ama ancora chi cerca di produrre musica coraggiosa e noi abbiamo scritto questo disco per loro. Il singolo è accompagnato da un video che a noi piace moltissimo e che potete trovare a questo link: https://youtu.be/XTo805Tbm48

Come nasce il vostro progetto musicale?

Nasce con l’intento di realizzare una trilogia, che abbiamo chiamato “Trilogia dell’Esistenza”. Il primo disco VIRALE si occupava di esaminare ogni aspetto della paura nella testa della gente. Il secondo, TRAUM, si occupava delle stagioni della vita, del loro incidere nel tempo: ogni canzone una stanza, ogni stanza un’età evolutiva. Con RADICE il progetto si conclude e si tira una riga: abbiamo sempre voluto contornarci di persone in grado di incidere a fondo sulla nostra musica, di guidarci. Abbiamo lavorato con Fabio Magistrali (produttore di “Hai paura del buio?” Degli Afterhours), con Xabier Iriondo (chitarrista con Manuel Agnelli negli After), con Marco Lega (mente creativa a fianco dei Marlene Kuntz) per cui possiamo considerarci soddisfatti degli sforzi e dei risultati raggiunti. A questo punto non ci rimane che suonare RADICE dal vivo e raggiungere più persone possibili…

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Ciao! Benvenuti sul MEIweb. Per i lettori che non vi conoscono: chi è Il Vuoto Elettrico? Quando nasce questo progetto? Da dove nasce il vostro nome?

Il Vuoto Elettrico è un gruppo di rock ‘n roll che dal 2014 scrive in italiano, fa rumore con le chitarre e pesta con basso e batteria. Detta così, forse qualcuno potrebbe avere la tentazione di buttarci nel calderone insieme a tutti gli altri, e poi dentro un secchio e alla fine nello scarico del cesso. In realtà rivendichiamo un nostro preciso senso estetico ed etico nel fare musica, cose che non sembrano andare troppo di moda in questo periodo storico. Abbiamo sempre avuto delle idee molto precise su come fare musica, magari fuori tempo massimo nell’era dell’autotune, questo sì… ma non è detto che sia una cosa così disdicevole. D’altronde di idee ne erano pregni anche i Six Minute War Madness, gruppo milanese autore di un album rivoluzionario per la musica italiana da cui abbiamo preso il nome.

Radice” è il nuovo album, da poco uscito. Quando nasce questo disco? Per coloro che lo ascolteranno, qual è il messaggio che volete venga percepito?

Nasce come conseguenza dei precedenti due, tanto che tutti e tre costituiscono quella che noi chiamiamo “Trilogia dell’esistenza”. In particolare Radice parla di Assenza, Mancanza e Perdita dedicando a ciascuna di queste parole tre canzoni. Ce n’è una decima, la title track, che rappresenta invece la chiave per districare la matassa: come superare nel corso della vita queste tre situazioni? Abbiamo la presunzione di volerlo spiegare in poco meno di quattro minuti e questo lo trovo francamente insopportabile visto che c’è gente che dopo ottanta anni di vita su questo pianeta non è ancora in grado di capirlo.

Descrivete la vostra musica, con soli 3 aggettivi. Quali sarebbero? 

Rabbiosa: perché non c’è niente da fare: frustrazione e fallimenti creano rabbia

Pensata: perché non c’è nulla di improvvisato, nemmeno le fotografie del booklet

Contocorrente: perché navighiamo contro il paracul-rock che è una meraviglia, vedendoci sbattere in faccia porte su porte (e rispondendo con il dito medio bene in vista).

Ci sono nuovi progetti all’orizzonte, nuove date live in cui potremmo ascoltare la vostra musica?

Stiamo tentando di organizzare un tour promozionale, con grandi difficoltà. Il 03 dicembre apriremo alla Feltrinelli di Milano a Omar Pedrini in versione acustica, poi si sta programmando qualcosa per dicembre e gennaio. Non abbiamo altri progetti se non quello di portare sul palco Radice, anche se abbiamo già scritto un pezzo nuovo e abbiamo in testa di girare il secondo video con la collaborazione di Pierpaolo Capovilla de Il Teatro degli Orrori. Vedremo come andrà a finire… .