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press-review TV LUMIERE

 

bandiera_italia   INDIE PER CUI

Trattato nichilista che abbraccia l’oscurità e interseca bisogni esistenziali con appeal emozionale capace di sorprendere e alterare le capacità mentali ascolto su ascolto. Caduta nel baratro della ragione attraverso suoni di matrice ’90 che intessono trame di Godano e compagni, mescolati all’esistenzialisimo dei CSI per toccare l’oceano di Nick Cave attraverso una forma canzone in evoluzione e altamente imprevedibile. Tornano i Tv Lumiere con un album magmatico capace di ricoprire di lotta continua gli anfratti segreti del buio che ci portiamo dentro. Destrutturato a dovere questo Avrei dovuto odiarti porta con sé perle di intensità variabile, ma nel complesso ricche di pathos e rarefazione. Parti vocali lasciano il posto allo strumentale e il risultato che ne consegue è testato attraverso una formula impattante. Nove pezzi oscuri, nove tracce tra sonno e ragione che nascondono nella violenza di questa nostra quotidianità un piccolo punto di luce, uno spiraglio di amara salvezza.

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bandiera_italia   MUSIC MAP

Su etichetta I Dischi Del Minollo, “Avrei dovuto odiarti” segna il ritorno del quartetto ternano Tv Lumière a ben otto anni dal precedente “Addio! Amore mio”. Dei tre album passati, due sono editi dalla Acid Cobra Records di Amaury Cambuzat (Ulan Bator) ed uno dalla Seahorse Recordings di Paolo Messere: coordinate di riferimento non trascurabili per un disco che si presenta, difatti, fedele ai propri canoni, ostinatamente ed ostentatamente virato in noir, a tal punto da suonare a tratti quasi eccessivo, come languisse intrappolato nel suo stesso abito. Poco male: avrei potuto odiarti/ma avevo altri impegni è l’incipit della sontuosa l’opener “L’indifferenza”, sei minuti foschi e minacciosi immersi in un clima soffocante, percorso che si snoda tra suggestive evoluzioni strutturali. E’ trattenuta, tesa, infida, promettente. Da lì in avanti l’album si muove spavaldo in territori congeniali, infilando una serie di ballate oscure – apprezzabile “L’appartamento sul Lungonera”, esaltata dalle profondità del basso di Alessandro Roncetti - figlie più di una compassata vena cantautorale piuttosto che di una scrittura adatta ad essere esaltata dall’esecuzione corale. Interessante la velocizzazione western de “Un sicario”, mentre slide e fiati rivestono “Fondo alle ancore!” di una teatralità antica che ricorda i Sacri Cuori in uno schema retrò, dolcemente smorzato dal canto distante di Federico Persichini. Pur formalmente semplici, i brani sanno affidarsi a contrappunti che ne accrescono il potenziale mesmerizzante (le modulazioni delle chitarre e l’uso di inserti in tedesco in “Canzone bianca”) e li avvolgono in una cupa atmosfera decadente: più che Cave (anche se lo strumentale “La strage di San Valentino” pare evocarlo) mi scorrono davanti agli occhi i primissimi Diaframma, certi Baustelle, i Black Heart Procession e - massicciamente - l’Umberto Palazzo del meraviglioso album solista (“Canzoni della notte e della controra”, 2011). Ma anche - e perfino - i CSI, quelli de “L’ora delle tentazioni” o “Memorie di una testa tagliata”, suggestivamente rievocati negli otto minuti della intensa, quasi cinematografica “Ipotesi di ritirata” così come nelle atmosfere tese ed inquiete della conclusiva “Sonny J. Barbieri”. Forse la sorpresa, lo stimolo, la botta, il coup de théâtre tendono a latitare, ma lo spirito – è innegabile – rimane quello giusto per esaltare a dovere questa musica raffinata, buia e strisciante, introversa ed elegante, mai scontata.

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bandiera_italia  SOUNDS GOOD WEBZINE

Tornano a distanta di quattro anni i TV Lumiere con il nuovo album “Avrei Dovuto Odiarti”. Il quarto lavoro della band, pubblicato per la label I Dischi del Minollo, segue una corrente noise-rock con spunti dark. Ancora una volta la band di Terni ci incanta con delle epifanie di suono e prosa che evocano la migliore letteratura cantautorale italiana. Melodie morbide, increspate a tratti da innesti più ruvidi come si può evincere già dalla open track “L’Indifferenza”, danno seguito ad un andamento più leggero, quasi melanconico, ma ricco di spunti intensi e allo stesso tempo interessanti “L’appartamento sul Lungonera”, l’album presenta comunque una parte centrale più energica, complice una voce corposa che esalta le linee di chitarra per l’occasione voluminose e ridondanti come nella bella canzone “Il sicario”. “Avrei Dovuto Odiarti”, è la massima espressione peraltro riuscita di come si possa ottenere il massimo con il minimo sforzo, visto che la band riesce ad ottenere dei suoni davvero incantevoli e di pregevole fattura andando così ad ottenere atmosfere per niente scontate anche se il ritmo inesorabile dell’album porta ad un finale lento ed impegnativo da un punto di vista dell’ascolto. “Sonni J. Barbieri” testimonia il buon dinamismo che caratterizza il disco, andando ad impattare su l’ascoltatore con riff più accentuati e grintosi, ad ulteriore testimonianza che la band non ha perso il proprio smalto compositivo. “Avrei Dovuto Odiarti” è un disco di nicchia, per veri intenditori, per quelli che non si accontetano della solita “zuppa”, un ritorno questo dei Tv Lumiere gradito e promosso a pieni voti.

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bandiera_italia   CORNER MUSIC 'ZINE

Gradito ritorno per i TV Lumiere con il nuovo album “Avrei Dovuto Odiarti” pubblicato, a distanza di quattro anni dall’ultima uscita discografica, per la label I Dischi Del Minollo. I TV Lumière sono Federico Persichini alla chitarra e voce, Ferruccio Persichini alla chitarra, Yuri Rosi alla batteria e Alessandro Roncetti al basso. Dopo un EP autoprodotto che li porta a suonare ed aprire live per concerti come gli Ulan Bator, i TV Lumière esordiscono nel 2005, con un album dal titolo omonimo, proprio con la produzione di Amaury Cambuzat (Ulan Bator). Dopo numerosi live, nel 2007 registrano il loro secondo album “Per Amor dell’Oceano”, prodotto nel 2008 dalla Seahorse di Paolo Messere. Sempre per la Acid Cobra Records di Amaury Cambuzat esce nel 2011 il loro terzo album “Addio! Amore Mio”. Un cd semplice, senza troppi artefatti come ci hanno abituato i quattro ragazzi di Terni, che arriva dritto al punto lasciando un bel segno indelebile già ad un primo ascolto, fondendo del buon Noise-Rock a riscontri dark lasciando spazio a contributi di stampo folk. Idee chiare e spunti degni di nota questo è quello che potrete ascoltare in questo cd, mostrando una maturità compositiva e tecnica al di sopra di ogni dubbio. Un cantato, dalle mille potenzialità che riesce a creare un lavoro, più unico che raro e che conferma le ottime doti di una band storica e che ha dato, e speriamo continui a dare, un bel contributo alla causa underground italiana. “Avrei Dovuto Odiarti” suona leggero come una piuma complice le chitarre che spaziano da un graffiato che scalfiscono l’atmosfera alleggerita da intenzioni più morbide, tutto ben amalgamato da una corrente strumentale generale che sà il fatto suo. I TV Lumiere, con questo ritorno ci ricordano come sia facile esprimersi con la musica in maniera semplice e genuina, creando di fatto atmosfere che non lasciano dubbi, semmai qualcuno ne avesse, sulle potenzialità della band. Un’ulteriore testimonianza che la banalità è stata lasciata nel cassetto a discapito di contenuti ricercati. Un disco per niente scontato scritto con due caratteristiche fondamentali quali la tecnica e il cuore. Un album che non farà fatica a rimanere impresso nella mente, proprio per questa sua semplicità.

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bandiera_italia   SYSTEM FAILURE

I TV Lumière sono Federico Persichini alla chitarra e voce, Ferruccio Persichini alla chitarra, Yuri Rosi alla batteria e Alessandro Roncetti al basso. “Avrei dovuto odiarti” è il quarto album dei Tv Lumière, in uscita il prossimo 22 marzo per l’alternative label I Dischi del Minollo. Le band di riferimento sono Swans, Nick Cave and the Bad Seeds, Ulan Bator e Sonic Youth per sonorità che vanno dall’alternative rock italiano, fino al noise rock italiano e straniero, fino ancora al post rock o al gothic rock. System failure ha ascoltato “Avrei dovuto odiarti” e quelle che seguono sono le nostre considerazioni a riguardo. L’opener “L’indifferenza” parte con un refrain di chitarra. Il pezzo si apre e il canto di Federico Persichini si mostra tanto caldo ed intenso. In questa canzone ascoltiamo sonorità che fanno pensare a Nick Cave and the Bad Seeds come pure ad alcuni CCCP/CSI di Gianni Lindo Ferretti. Arrivano altri refrain di chitarra ammalianti in mezzo ad un sostrato tra noise e gothic rock, un sostrato tanto evocativo e toccante. Effettistica tanto curata e fraseggi pure, come non dirlo. Poi segue “L’appartamento sul lungonera” e le impressioni sonore alternative rock italiano solo accennate nel pezzo precedente qui sembrano prendere più spazio. Pensiamo, quindi, pure a band come Marlene Kuntz e Afterhours. Alcuni tappeti sonori più ambient sono stupendi e le distorsioni ricamate con tanta ricercatezza. I refrain sempre tanto catchy. “Canzone bianca” incomincia in modo sinistro nel suo esordio per poi mostrarci un arpeggio incantevole e il solito cantato tanto intenso ed evanescente/sussurrato allo stesso tempo. Qui la nostra mente va proprio lontano…Muri di suono terribilmente solenni ed austeri rapiscono la nostra attenzione. Ecco che arriva “La strage di S. Valentino” con la sua attitudine simil folk, ma un folk che fa sempre i conti con il post rock. Qui un unico pattern sonoro/refrain attraversa quasi tutto il pezzo e si adagia talvolta su muri sonori sempre tanto onirici/surreali. Una canzone sicuramente tanto enigmatica ed ermetica nel suo essere solo strumentale. “Un sicario” subito ci conquista con le sue atmosfere sonore e refrain sempre tanto ben congegnati. Qui alcuni climax ci fanno trasalire, climax dove voce e tappeti sonori si sposano in modo sublime. Molto cinematografica questa canzone. “Fondo alle ancore!” si mostra come una “ballad” da cantautorato italiano con tutto quello che ne consegue. Qui pensiamo a nomi come Gaber e De Andrè. Verso il finale della canzone sempre un post rock tanto viaggiante ed intellettuale. Parole simili possono essere usate per la successiva “Il tranello”. Tanta l’urgenza di raccontare in TV Lumière e “Ipotesi di ritirata”, come altre, è testimonianza di queste parole: tante le variazioni per un sound abbastanza complesso e stratificato. “Sonny J. Barbieri” chiude il tutto con alcune impressioni sonore più delicate e altre più violente come è nello stile di questa band che sa come accarezzarci “col velluto” come sa pure come violentarci la mente con distorsioni e noise alquanto taglienti. C’è bisogno di meditare sulla musica di TV Lumière e non basta di sicuro un solo ascolto per cogliere tutte le sfumature sonore che ci sono in “Avrei dovuto odiarti”. La produzione sonora è eccellente. Tanta importanza è stata data ad uno storytelling tanto poetico. Siamo cullati come sulle onde del mare ascoltando “Avrei dovuto odiarti”: una volta premuto il tasto play sembra di salire sul galeone di Dylan Dog per un viaggio onirico/mentale di grande effetto. 85/100 il voto per il disco in questione, un disco tanto pregiato per le sonorità che propone. Sonorità a tratti tanto diverse fra loro ma i nostri sanno bene come fondere tutto insieme in modo più che buono per sfornare una pietanza succulenta ed armoniosa per gli ascoltatori di questa band che, in un loro live, di certo perdono il fiato!

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