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press-review ROBERTO MY

 

bandiera_italia  RADIOCOOP

Dopo una lunga esperienza con i Volcano Heart, parte la carriera solista di Roberto My con sei brani che tracciano da subito un quadro convincente del nuovo percorso artistico. C’è una componente pop alla Prefab Sprout che si affianca a sonorità più aspre care a nomi come Thin White Rope, Dream Syndicate, Dinosaur Jr, Replacements, agli album più ruvidi di Neil Young, addirittura a certi brani degli Husker Du di “Warehouse”. Decisamente ottimo

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bandiera_italia  INDIEPERCUI

Rimettersi in gioco, creare, comporre, dopo dieci anni di assenza, dopo anni passati a rimuginare sul tempo e su quel che è stato alla ricerca di un nuovo stimolo per ripartire. Roberto My ritorna con Flares, dopo il progetto Volcano Heart ritorna con un disco dal sapore puramente settanta dove un Neil Young più intimo e notturno sembra cantare i pezzi degli Smiths attraversando città metropolitane abbagliate dalla luci dei fari di un mondo in dissolvenza continua. Il suono che ne è esce è un concentrato di riff ipnotici che non risparmiano bisogno di costruire, riff capaci di creare un’omogeneità di fondo che non tradisce le aspettative, ma che piuttosto crea una solida base per un album dove pezzi come l’iniziale Motherland, Black Sky o Congo sono parti essenziali per definire una poetica d’insieme costruttiva e tenace. Flares è un rimettersi in gioco quindi segnando un nuovo corso che nella polvere del tempo ritrova il desiderio di stupire nuovamente.

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bandiera_italia   TRAKS

Esce su etichetta I Dischi del Minollo Flares, il disco che segna il ritorno alle scene di Roberto My, già attivo negli anni '90 e inizio del nuovo millennio con i Volcano Heart. La prova da solista si apre con Motherland, pezzo piuttosto vivo ma morbido e intriso di influenze anglosassoni. World of Soundè una canzone da corsa, energica ma anche capace di rallentare al momento giusto. Più calma ma senza essere ferma Last summer ruins, con la chitarra in buona evidenza e qualche sapore notturno in circolo. C'è molto rock americano e un po' di sensazioni post grunge all'interno di My sign on you. Il pezzo ha una lunga coda che lascia largo spazio agli strumenti, debordando quasi in ambiente jazz. Black Sky assomiglia a una ballad a più strati, in cui a guidare è la chitarra. Accordi ripetuti a giro aprono Congo, chiusura strumentale dell'ep. Un lavoro potente e plastico, quello di Roberto My, che padroneggia bene canzoni e suoni, ottenendo un ep molto rotondo e levigato.